Passami la palla - Giocasport

Materiale Didattico

Un’esperienza da poter fare a casa

In questa pagina abbiamo deciso di raccogliere buona parte (sarebbe impossibile raccogliere tutto il nostro materiale didattico) delle attività racchiuse in foto o documenti; abbiamo pensato di fare questa raccolta per sopperire al momento particolare che stiamo vivendo e che ci sta facendo creare nuove abitudini e nuovi stili di gioco.
Abbiamo dovuto ripensare a nuove forme di aspetti ludici da poter fare direttamente a casa in rapporto 1 a 1 (genitore e figlio).

Alcune proposte le abbiamo scritte e ci teniamo a renderle pubbliche affinché ogni genitore possa provare a divertirsi anche a casa con il proprio bambino.

Abbiamo messo a disposizione anche delle trascrizioni consultabili da chiunque voglia per riscoprire i “giochi di una volta” e le proposte sui giochi legate alle emozioni.

 

Giochi di una volta

LE BELLE STATUINE

  • Regole e svolgimento del gioco:

Il capogruppo, scelto con una conta, si colloca di spalle ai compagni e conta fino a 10, oppure recita: “Alle belle statuine d’oro e d’argento che conta 500, è pronto il mio caffè?”. Quando il capogruppo finisce la conta o la filastrocca, i giocatori devono immobilizzarsi esattamente nella posizione in cui si trovano, come se fossero statue. A questo punto si gira e osserva i compagni. Sarà lui a scegliere la posizione più divertente il vincitore, che diventerà il nuovo capogruppo.

LA CORSA NEI SACCHI

  • Regole e svolgimento del gioco:

I concorrenti infilano le gambe in un sacco, sorretto con le mani all’altezza del petto. In tale posizione, al “VIA!”, partono saltando a piedi uniti verso la linea di arrivo. Lo scopo è tagliare per primi il traguardo. Chi cade non è eliminato: può rialzarsi e proseguire la gara, cercando di recuperare il tempo perso.

PALLA A MURO

    • Regole e svolgimento del gioco:

Il gioco consiste nel lanciare la palla contro un muro per un certo numero di volte, inserendo azioni prestabilite atte a rendere via via più difficile il palleggio. La palla non deve mai toccare terra. Le azioni da compiere tra un lancio e l’altro sono dettate da una filastrocca che il giocatore canta mentre palleggia.

QUATTRO CANTONI

  • Regole e svolgimento del gioco:

4 giocatori si dispongono negli angoli e il quinto al centro. Al “via!”, i giocatori ai quattro angoli devono scambiarsi di posto, girando in senso orario, antiorario o in diagonale. Scopo del partecipante che sta in mezzo è bruciare sul tempo gli avversari raggiungendo uno dei quattro angoli prima che venga occupato da un altro. Chi rimane senza posto va in mezzo e il gioco ricomincia. Per vivacizzare il gioco sono tacitamente tollerate le scorrettezze (per esempio fare cenno a un compagno che si ci si sta per muovere per poi rimanere fermi), puntualmente seguite dalle vendette.

1, 2, 3, STELLA!

  • Regole e svolgimento del gioco:

Innanzitutto si trattano in terra due linee, una di partenza e l’altro di arrivo. Poi si sorteggia con una conta e il giocatore che per primo svolgerà il ruolo di capogioco, e questi si dispone sulla linea di arrivo. A questo punto tutti gli altri partecipanti si posizionano sulla linea di partenza e finalmente il gioco può iniziare. Si può giocare a partire da 4 persone ma è più divertente se ci sono molti partecipanti.

  • Regole e svolgimento gioco:

Il capogiro volta le spalle ai compagni inizia a contare “1, 2, 3 stella!”. Nel frattempo gli altri avanzano verso di lui. Pronunciando “stella” il capogioco si gira di scatto. A quel punto gli altri devono bloccarsi nella posizione in cui si trovano senza fare alcun movimento. Se un giocatore viene sorpreso a muoversi o a perdere l’equilibrio, deve retrocedere fino alla linea di partenza. Il gioco si ripete con lo stesso procedimento fino a che uno dei partecipanti non raggiunge la linea di arrivo, aggiudicandosi la vittoria. Il vincitore diventerà il nuovo capogioco.

STREGA COMANDA COLORE

  • Regole e svolgimento del gioco:

Prima di tutto si stabilisce chi tra i partecipanti svolgerà il ruolo, che verrà mantenuto per tutta la partita, della strega o dello stregone. Il gioco ha inizio quando la strega comanda il primo colore, cioè indica il resto dei partecipanti un colore a sua scelta. A questo punto tutti devono correre alla ricerca di un oggetto o indumento del colore indicato; chi non riuscirà ad individuare nulla del colore richiesto verrà acchiappato dalla strega che lo farà accomodare in un luogo a adibito a prigione. Il gioco termina quando tutti i partecipanti tranne uno, il vincitore, sono in prigione.

LA MANNAIA (età di riferimento 5/10 anni)

  • Spiegazione:

I ragazzi sono disposti in cerchio al centro del quale l’insegnante o un ragazzo fa ruotare una corda alla cui estremità è fissata una palla. I compagni devono saltare o abbassarsi per non essere colpiti dalla “mannaia”. Chi viene colpito prende una penalità. Vince chi avrà meno penalità.

 

Le emozioni per “gioco”

I giochi sulle emozioni sono il modo più semplice per affrontarle.
In questo modo “i giochi sulle emozioni” diventano un vero e proprio laboratorio sulle emozioni per far capire cosa sono le emozioni ai bambini in modo semplice e divertente.

Il bambino e le sue emozioni diventano protagoniste del gioco e lui diventa l’artefice di tutto quello che succede. Dovrà pagare il prezzo di alcuni fallimenti, ma questo fa parte di tutta la strategia metodologica intenta a fornire al bambino strumenti operativi fondamentali quali l’autosufficienza, autocontrollo e capacità di gestione delle emozioni. Inoltre imparerà gradualmente a conoscere le loro risposte emotive e imparano a modularle a seconda del contesto. Il gioco e di conseguenza l’apprendimento basato su prove ed errori e sulla libera sperimentazione permette il contatto con nuove percezioni ed emozioni in maniera graduale. Questo diventa un esercizio utilissimo nell’imparare a modulare le proprie risposte emotive.

Le emozioni primarie o di base, sono otto, divise in quattro coppie:

  •   la rabbia e la paura
  •   la tristezza e la gioia
  •   la sorpresa e l’attesa
  •   il disgusto e l’accettazione

ma dalla combinazione delle emozioni primarie derivano le altre (secondarie o complesse):

 

  •   l’allegria
  •   la vergogna
  •   l’ansia
  •   la rassegnazione
  •   la gelosia
  •   l’orgoglio
  •   la speranza
  •   il perdono  l’offesa
  •   la nostalgia
  •   il rimorso
  •   la delusionema per semplificare la cosa possiamo dividere le Emozioni per i bimbi in 5 tipi come è stato ben mostrato nel cartone animato della Pixar Inside Out.Due parole sul film. Protagonista di Inside Out è la giovane Riley che, costretta a trasferirsi con la famiglia in una nuova città, deve fare i conti con le emozioni che convivono nel centro di controllo della sua mente e guidano la sua quotidianità.Questa è la lista delle emozioni:

TRISTEZZA

GIOIA

PAURA

DISGUSTO

RABBIA

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Purtroppo diverse situazioni socio-culturali dell’epoca moderna e della nostra società portano i bambini a muoversi sempre meno a partire dai primi mesi di vita e spesso vengono perse le esperienze relative agli schemi motori di base, esperienze fondamentali nello sviluppo della persona e in maniera particolare della sua personalità ed elementi centrali nella prevenzione delle predisposizioni al disagio adolescenziale. Oggi più che mai siamo in una situazione i cui i bimbi sono rimasti chiusi dentro casa ecco perché è importantissimo

Il giocare con le emozioni, conoscerle, capirle e gestirle, permette il coinvolgimento del corpo. Tutto l’apprendimento è colorato e influenzato dalle dinamiche emotive. Quando il bambino gioca va incontro a novità e quindi a nuove percezioni. Quando parliamo di apprendimento non possiamo esimerci dal coinvolgere le emozioni.

Ecco alcuni esempi di giochi delle emozioni

La consapevolezza

Stimolare gli allievi ad una valutazione continua di quello che sta succedendo e far partire da loro eventuali proposte. Camminare molto lentamente nel prato e tenere l’attenzione sull’appoggio dei piedi. Stimolare gli allievi all’ ”ascolto propriocettivo”, all’ascolto delle sensazioni che provengono dagli arti inferiori. Continuare a camminare lentamente e spostare l’attenzione sul respiro aria che entra ed esce dal proprio corpo. Continuare a camminare e spostare l’attenzione sui particolari esterni al proprio corpo….. i compagni, il loro modo di muoversi, il colore del cielo, i suoni o il silenzio……… Far sedere gli allievi a terra senza le scarpe, e stimolarli all’ascolto delle sensazioni provenienti dai loro organi interni (cenestesi)… come sento il mio stomaco, come sento il mio cuore, come sento il respiro…

Molto spesso gli insegnanti, i genitori chiedono agli allievi di auto controllarsi, ma altrettanto spesso i bambini non sanno proprio bene che cosa significhi. Il gioco può essere d’aiuto per mettere in pratica il concetto e prendere consapevolezza del significato.

Si inizia con tutti i vari esercizi di equilibrio e cioè su un piede solo, sui talloni, sulle punte……stando fermi oppure spostandosi.Poi a terra, equilibrio sul sedere, sulla pancia, sul fianco… Poi portiamo gli allievi a fare gli esercizi su un asse di equilibrio.

L’autocontrollo

In mancanza dell’asse si può usare un muretto esterno, oppure si traccia una linea a terra, un grosso ramo caduto…. spostarsi avanti e indietro sulla linea. Invitiamo spesso gli allievi a soffermarsi sulle sensazioni del controllo e sulla sensazione di perdita del controllo.

Passiamo in seguito alle esercitazioni sul controllo del comportamento e quindi passiamo più direttamente all’aspetto emotivo. A coppie faccia contro faccia a distanza di 1 metro, 30 secondi e poi stimolare i ragazzi a parlare delle proprie reazioni. Perché sentiamo il bisogno di abbassare lo sguardo?…… perché ci viene da ridere o abbiamo bisogno di muoverci… come mai la tensione è così alta… come possiamo controllarci.

Il cieco e la guida

A coppie, un allievo è la guida e l’altro il cieco. La guida deve dare indicazioni (avanti, indietro, destra, sinistra, salta, ecc…) al cieco (che rimane ad occhi chiusi) per il cortile evitando pericoli. Un paio di minuti e poi cambiamo i ruoli. Ora invitiamo i ragazzi a sperimentare e riconoscere sensazioni ed emozioni. Prendere contatto con la sensazione di abbandono e fiducia. Pertrovare fiducia in se stessi e negli altri bisogna sapersi abbandonare prima a se stessi e poi agli altri … Troveremo quello bloccato che non riuscirà a fare il cieco rilassandosi, e invece troveremo delle guide sicure e intraprendenti.

Colori ed emozioni

Mettere 5 palline colorate in un contenitore grande, associare ad ogni colore un’emozione esempio:

Giallo: GIOIA

Blu: TRISTEZZA

Rosso: RABBIA

Viola: PAURA

Verde: DISGUSTO

farle girare all’interno compiendo un movimento rotatorio. Poi ne estrai una e imita con sguardo, postura e intonazione della voce, l’emozione corrispondente. Come variante del gioco bendare i bimbi a turno e a turno estrarre una pallina. Dopo averla estratta i bambini pronunciavano il nome dell’emozione corrispondente e a quel punto facevo loro le seguenti domande in base alla pallina estratta.

  • –  Pallina GIALLA: Cosa ti rende felice?
  • –  Pallina ROSSA: Cosa ti fa arrabbiare?
  • –  Pallina BLU: Cosa ti rende triste?
  • –  Pallina VIOLA: Di cosa hai paura?
  • –  Pallina VERDE: Cosa proprio non ti piace? Alcuni esempi di risposte che possono venir fuori:
  • –  GIOIA. “Sono felice quando mamma mi abbraccia”, “Sono felice quando c’è il sole”, “Sono contento quando papà è a casa con noi”.
  • –  RABBIA. “Mi arrabbio quando Gabri non mi fa giocare con lui”, “Mi arrabbio se Gaia mi prende i miei giochi”, “Mi arrabbio quando non c’è da mangiare quello che piace a me”.
  • –  TRISTEZZA: “Sono triste quando piove e non posso andare in bicicletta”, “Sono triste quando vedo in tv i bambini poveri”, “Divento triste quando penso a quando mi sono fatto tanto male”
  • –  PAURA. “Ho paura del buio”, “Ho paura quando vedo le macchine che vanno tanto veloce”, “Ho paura delle streghe”.
  • –  DISGUSTO: “Non mi piacciono gli spinaci”, “Non mi piacciono le persone cattive che rubano”, “Non mi piace la magliache mi hai comprato”. La tartaruga e la rabbia“E’ la storia di una piccola tartaruga. A questa piccola tartaruga piaceva giocare da sola e con gli amici, le piaceva guardare la televisione e andare fuori a giocare, ma non le piaceva tanto andare a scuola.Stare seduta in classe stando ad ascoltare per tutto quel tempo il maestro non gli piaceva. Spesso la tartaruga si arrabbiava con i suoi amici. Le prendevano la matita, a volte la spingevano o la infastidivano e, quando succedeva si arrabbiava proprio tantissimo. Spesso rispondeva con la stessa moneta o diceva cose cattive. Dopo un po’ gli altri bimbini non volevano più giocare con la tartarughina. La tartarughina rimase spesso da sola nel giardino ed era fuori di sé. Arrabbiata e confusa si sentiva triste, perché non riusciva a controllarsi e non sapeva affrontare il problema. Un giorno incontrò una vecchia e saggia tartaruga. La tartarughina le disse: – che cosa posso fare? Per me la scuola è un problema. Non riesco a comportarmi bene. Ci provo ma non riesco mai.

– La vecchia e saggia tartaruga le disse: “dentro di te c’è già la soluzione al problema. E’ la tua corazza quando sei fuori di te o ti senti molto arrabbiata al punto da non riuscire a controllarti, puoi andare dentro la tua corazza. Quando sei dentro la corazza puoi calmarti. Quando io entro nella mia – disse la vecchia e saggia tartaruga faccio tre cose:

  •   Mi dico di fermarmi
  •   Faccio un lungo respiro
  •   E se necessario ne faccio un altro
  •   Poi mi chiedo quale è il problema.La vecchia e saggia tartaruga praticò questo metodo con la tartarughina, la tartarughina la utilizzo in classe e funzionò.Se necessario ripetere più volte il sistema. A volte riesce a volte no, ma a poco a poco la tartarughina impara a controllarsi usando la corazza. Fa nuove amicizie e comincia ad apprezzare di più la scuola perché adesso ormai sa come gestire la rabbia.Il cestino della rabbiaE’ un gioco legato alle emozioni, dove i bimbi costruiscono un oggetto totemico, il cestino, dove poter collocare le loro emozioni negative, in modo da creare un dialogo comune con le stesse. La costruzione dell’oggetto simbolico, il cestino, èmolto importante perché diventa un’occasione per il gruppo di attivare una sorta di consapevolezza dei vissuti negativi, spesso visti semplicemente in termini di colpa. La rabbia è l’emozione più vicina all’aggressività ed è spesso fortemente presente nei litigi. Individuare uno spazio simbolico dove la rabbia, in maniera comunitaria, trova una sua collocazione, diventa l’occasione per il gruppo di crescere e di sostenersi reciprocamente, vivendo una esperienza di condivisione anche nella difficoltà del confrontarsi delle proprie emozioni difficili.

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