Il Jump di Sant'Orso, San Lazzaro e Itaca a colloquio con il campione di motociclismo Simone Saltarelli


Un’iniziativa sempre più apprezzata dai bambini che in questo modo possono capire da vicino e toccare con mano il significato della frase “fare una vita da atleta”. Sì perché è proprio l’atleta a confrontarsi con loro, a rispondere alle loro domande e a spiegare, nei dettagli, cosa bisogna fare per cullare il sogno di fare dello sport uno stile di vita.
Continuano a Fano e dintorni i Centri Estivi Sportivi Jump e continua l’iniziativa collaterale organizzata dalla Cooperativa Polis e da Asi (Associazioni Sportivi e Sociali Italiane) denominata Jump – Gioca con il Campione”.
Dopo Franco Tonelli, ex campione di rugby e attuale allenatore della squadra fanese con la quale ha conquistato la salvezza in serie C1, venerdì scorso è stata la volta di Simone Saltarelli, campione di motociclismo e già vincitore del Trofeo MasterCup 2014 nella categoria 1000 Open.
Il 31enne pilota marchigiano, che attualmente gareggia nel Campionato Italiano di Velocità in sella alla sua Aprilia IRSV4-RF, dal 1996 partecipa a competizioni nazionali ed europee e corre in moto dall’età di 8 anni, proprio l’età media dei bambini che venerdì mattina lo hanno tempestato di domande.
Circa una sessantina i ragazzi provenienti dai centri Itaca, San Lazzaro e Sant’Orso che hanno preso parte alla mattinata formativa tenutasi nelle sedi Asi di Sant’Orso e San Lazzaro, un’esperienza entusiasmante per loro, ma anche per lo stesso Saltarelli che non nasconde l’emozione provata: “Una giornata sicuramente alternativa e da ripetere – ha detto il pilota al termine -. E’ davvero incredibile dove può arrivare la fantasia di un bambino nel formulare domande. Tra le tante alle quali ho risposto, la più curiosa è sicuramente quella di una bambina di 5 anni che, in tutta la sua dolcezza e innocenza, mi si è avvicinata e mi ha chiesto cosa provo quando piego la moto. Devo ammettere – conclude Saltarelli – che da una bimba così piccola non mi aspettavo un quesito del genere”.
Ad anticipare la “mini conferenza stampa” c’è stata la visione di alcuni video che vedevano il 31enne impegnato in pista e anche in quest’occasione i bambini non sono riusciti a trattenere l’entusiasmo, culminato poi con l’assalto alla richiesta di autografi.
Gli sportivi che hanno aderito  a “Jump – Gioca con il Campione” sono cinque, tutti facenti parte della “scuderia” di Sammy Marcantognini, presidente di Asi Marche e responsabile del settore Psicologia dello Sport di Asi, che è costantemente al fianco di sportivi nazionali e internazionali seguendoli passo passo nelle competizioni in cui si trovano a gareggiare.
Dopo Tonelli e Saltarelli, nelle prossime settimane sarà la volta di Elisa Cella (pallavolista di A1 con alle spalle svariate presenze nella nazionale femminile. Nel suo palmares troviamo due Coppa Italia di A2, una Coppa Cev, il titolo europeo juniores nel 1998 e un argento europeo senior nel 2005), Elena Tangherlini (18enne campionessa di scherma che già da diversi anni prende parte a competizioni internazionali. Tra le sue performance migliori segnaliamo il 12esimo posto individuale agli europei di Gerusalemme nel 2014, il titolo italiano giovanile nel 2015 e il bronzo al campionato europeo cadetti, sempre nel 2015) e Giuseppe Pallucca (campione del mondo di bocce nel  2001, europeo nel 1998 e 2000 ed italiano a squadre negli anni 1995, 1996, 2001 e 2002. Ha lasciato l’attività agonistica da qualche anno e lo ha fatto vincendo il titolo di campione d’Italia individuale di categoria A. Attualmente ricopre la carica di allenatore ed istruttore FIB ed allena diversi giocatori nel giro della nazionale).

“Lo scopo di questi incontri – spiega Giulia Delbene, responsabile didattica del Jump – è far capire ai bambini quali sacrifici comporta in termini di allenamenti ed alimentazione la vita da atleta. Le esperienze di Franco Tonelli e Simone Saltarelli, ci hanno confermato quanto dai ragazzi sia apprezzata questa idea così come lo è per i ‘campioni’ ai quali, seppur professionisti o semi professionisti, non capita tanto di frequente di tenere una ‘lezione’ e rispondere a domande di centinaia di piccoli tifosi curiosi”.